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Cesare Gennari

Sold for €6,000 at Wannenes Art Auctions on Nov 25, 2025.

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(Cento, 1637 - Bologna, 1688) Riposo nella fuga in Egitto Olio su tela, cm 84,5X73 Provenienza: Verona, mercato antiquario Roma, collezione privata (come Giovanni Francesco Barbieri detto il Guercino) Londra, Philips, 16 febbraio 1988, lotto 36 (come Studio di Giovanni Francesco Barbieri detto il Guercino) New York, Sotheby's (secondo Federico Zeri) Bologna, collezione privata Collezione privata Bibliografia: Archivio Zeri: n. 59266 (come Cesare Gennari) Figlio di Ercole e di Lucia Barbieri, sorella del Guercino, Cesare fu battezzato il 12 dicembre 1637 a Cento nella collegiata di San Biagio e intraprese la sua formazione nella bottega dello zio, Giovanni Francesco (Cento, 1591 ; Bologna, 1666), imitandone così bene lo stile che 'molti di lui lavori vengono attribuiti al Guercino medesimo da chi non è ben esperto e fondato conoscitore' (J. A. Calvi, Notizie della vita e delle opere del cavaliere Gioan Francesco Barbieri detto il Guercino di Cento, Bologna 1808, p. 56). Questa piccola parentesi biografica aiuta a interpretare al meglio la qualità della tela in esame, che esprime nella sua dialettica disegnativa e di stesura quelle istanze che il maestro manifesta nella sua fase più purista e classicheggiante. Nondimeno, l'analisi del tessuto e delle pennellate trovano corrispondenza con lo stile di Cesare Gennari che, in virtù del suo talento, ereditò dopo la morte del maestro la bottega e tutti i beni, compresi anche disegni e bozzetti. Nel nostro caso, la qualità dell'opera indusse Denis Mahon a giudicarla compiuta su disegno e la supervisione di Guercino, che potrebbe essere intervenuto nella figura del Bambino e in certi dettagli del paesaggio, escludendo che si tratti di una copia. A questo proposito si devono ricordare le parole di Carlo Cesare Malvasia che definì Cesare come l'allievo al quale Guercino volle 'trasfondere la propria virtù, per farla ereditaria nel suo sangue', tenendo conto proprio di queste abilità di mimesi linguistica che il pittore perfezionò studiando da vicino le opere del maestro (C.C. Malvasia, Felsina Pittrice, II, Bologna 1678, p. 378). Si ringrazia Massimo Pulini per aver confermato l'attribuzione a Cesare Gennari. Bibliografia di riferimento: E. Negro, M. Pirondini and N. Roio, La Scuola del Guercino, Modena 2004, pp. 208-9, 220

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