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(Napoli, 1710 circa - Perugia, 1752) Veduta portuale di fantasia Paesaggio innevato Olio su tela applicata su tavola, diam cm 33 (2) Inscritti sul verso: Del Sig. Alessio de Marchis. I dipinti presentano la cifra stilistica di Alessio De Marchis, fatta di pennellate vibranti, pastose e rapide e le figurine risolte a macchia. Altresì evidente è la formazione romana dell'autore e le suggestioni rosiane, ma in questo caso la qualità è ancor più evidente grazie alla bella conservazione, che consente di cogliere le profondità prospettiche dei paesaggi e la luminosità costruita con sapienti passaggi cromatici. Le notizie biografiche inerenti all'artista sono fornite da Nicola Pio e dall'abate Lanzi, che lo dicono presente a Roma intorno al 1702 presso la bottega di Rosa da Tivoli, altro importante protagonista del paesismo laziale. Successivamente si trasferì a Urbino per affrescare il palazzo del Cardinale Annibale Albani, probabilmente intorno al 1730. Le opere qui illustrate sono quindi databili alla maturità, quando gli influssi della pittura romana di paesaggio, espressi tramite pennellate veloci e a macchia si diluiscono attraverso un linguaggio settecentesco che De Marchis esprime con singolare personalità e accenni preromantici, sensibilità di gusto veneto e reminiscenze napoletane. Scorrendo il corpus delineato dal Busiri Vici e da Andrea Emiliani cogliamo le medesime tonalità cromatiche, un omogeneo gusto illustrativo e un analogo fare pittorico. Bibliografia di riferimento: A. Busiri Vici, Trittico paesistico romano del '700. Paolo Anesi, Paolo Monaldi, Alessio De Marchis, Roma 1976, ad vocem A. Emiliani, Alessio De Marchis e la sua Bottega, Bologna 1992, ad vocem A. Cerboni Baiardi, Alessio De Marchis, in La pittura di paesaggio in Italia. Il Settecento, a cura di A. Ottani Cavina ed E. Calbi, Milano 2005, pp. 174-175 Alessio De Marchis paesaggista del '700 dalla collezione Poggi, catalogo della mostra a cura di F. Petrucci, Sassoferrato 2018, ad vocem