Have one like this?
Upload a photo for a free check of what yours may be worth.
Lot description
(San Giovanni Bianco, 1609 - Bergamo, 1679) Miracolo di Sant'Antonio da Padova (1639-1644) Olio su tela, cm 73,2X60 Bibliografia: D. Bonfatti, Carlo Ceresa, Bergamo 2009, p. 58 S. Facchinetti, in Un pittore del Seicento lombardo tra realtà e devozione, catalogo della mostra, a cura di S. Facchinetti, F. Frangi, G. Valagussa, Cinisello Balsamo 2012, pp. 92-93, n. 26 Carlo Ceresa fu uno dei più illustri pittori lombardi del XVII secolo e si formò a Milano nella bottega di Daniele Crespi. Alla morte del maestro, avvenuta nel 1630, rientrò a Bergamo intraprendendo un'autonoma attività, attenendosi a una vocazione prettamente naturalistica e, nella sostanza, avulsa dall'esuberanza barocca. Ceresa, infatti, esprimerà una sobria visione della realtà ponendosi a ideale congiunzione tra l'esperienza cinquecentesca di Moroni e la successiva evoluzione di Fra' Galgario, impiegando un registro espressivo e narrativo essenziale. Questo tenore si avverte guardando i suoi ritratti, ma sarà altrettanto efficace nelle opere a carattere devozionale, in cui rivela una cultura aggiornata e contigua alle esperienze veronesi di Pasquale Ottino e dell'Orbetto, adottando semplificazioni formali e misurando con rigore i registri di lume e ombra. Esemplare in tal senso è la tela qui presentata, in cui l'autore raffigura l'episodio miracoloso con le figure che spiccano sul fondale scuro della parete e il ritmo è contraddistinto dall'alternanza cromatica delle vesti rosse e bianche. L'antecedente del racconto è invece posto in secondo piano, con il giovane che dopo aver preso a calci la madre si confessa, ma per punirsi deciderà di recidersi il piede. Detto ciò, la critica pensava che l'opera fosse destinata alla devozione privata, ma un documento redatto dal delegato alla scelta dei quadri delle chiese soppresse Pietro Roncalli, cita 'Quattro pezzi Piccoli esprimenti un miracolo cadauno di S. Antonio da Padova del Ceresa'. Purtroppo, non sappiamo a quale chiesa francescana o cappuccina appartenessero le quattro opere elencate assieme ad altri 37 'quadri esistenti in deposito in varie chiese'. Comunque, è per noi prezioso sapere che un dipinto come quello in esame potesse far parte di un ciclo, presumibilmente fatto realizzare per decorare una cappella intitolata a Sant'Antonio da Padova. Bibliografia di riferimento: U. Ruggeri, Carlo Ceresa. Dipinti e disegni, Bergamo 1979, ad vocem L. Vertova, Carlo Ceresa, in I Pittori Bergamaschi. Il Seicento, Bergamo 1984, II, pp. 403-733