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(Napoli, 1634 - Alicante, 1695) Flora e ragazzo nel giardino di una villa con fontana, composizioni floreali e di frutta Siglato e datato 1686 in basso a destra Olio su tela, cm 153X162 Bibliografia: N. Spinosa, Pittura del Seicento a Napoli da Mattia Preti a Luca Giordano. Natura in posa, Napoli 2011, pp. 288-289, n. 334 La data 1686 attesta che il dipinto è una delle ultime creazioni napoletane dell'artista prima del trasferimento in Spagna, dettato dall'invito di Carlo II d'Asburgo. La scena presenta una sontuosa presenza di elementi floreali e frutti, testimoniando la piena adesione alla moderna enfasi barocca intrapresa dall'artista a partire dal settimo decennio. Questa nuova spazialità offre l'occasione di creare contesti narrativi più complessi e ariosi dove inserire brani figurativi di grande formato. A questo proposito sono infatti note le collaborazioni con Luca Giordano e Francesco Solimena, ma in questo caso, come suggerisce Nicola Spinosa, il pittore sembra avvalersi della mano di Angelo Solimena, cosicché l'opera testimonia un nuovo e importantissimo tassello alla conoscenza dei frequenti ma ancor nebulosi rapporti tra i pittori di figura e di natura morta durante il tardo Seicento. È comunque significativo che questa apertura nei confronti di nuove scenografie preceda una produzione di opere figurative realizzate in Spagna intorno al 1695, come la Morte di San Giuseppe e l'Assunzione di Maria, appartenenti alla collezione Arenaza di Malaga, ma provenienti dalla Nunziatura Apostolica dove secondo Pérez Sánchez (1965, p. 426) si conserverebbero altri suoi dipinti a tema religioso. Tuttavia questa apertura barocca si deve certamente all'influenza del Giordano, anche se l'artista pare respingere l'addolcimento del tonalismo, lo sgranarsi dorato delle superfici, il giuoco della vibrazione cromatica dell'insieme, così distante dagli eroici modelli di tanti illustri predecessori (Causa), ma lo vediamo comunque cedere alle vistose innovazioni, come se consapevole della carriera e del mutare dei tempi, richiedesse un ulteriore passo avanti e la necessità di misurarsi con se stesso e con la modernità. Bibliografia di riferimento: N. Spinosa, La natura morta a Napoli, in La natura morta in Italia, a cura di Federico Zeri e Francesco Porzio, Milano 1989, vol. II, pp. 852-963 R. Middione, Giuseppe Recco, in La natura morta a Napoli, in La natura morta in Italia, a cura di Federico Zeri e Francesco Porzio, Milano 1989, vol. II, pp. 903-911 D. M. Pagano, in Ritorno al Barocco, da Caravaggio a Vanvitelli, catalogo della mostra a cura di Nicola Spinosa, Napoli 2009, pp. 398-407, con bibliografia precedente