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(Scaria d'Intelvi, 1687 - 1775) Bozzetto raffigurante Santa Maria Maddalena condotta dagli angeli al cospetto della Santissima Trinità per l'affresco sulla volta della chiesa della Maddalena a Lodi Olio su tela, cm 77X64 Provenienza: Milano, collezione privata Bibliografia: Archivio Federico Zeri, n. 72041 (come Carlo Innocenzo Carloni) A. Barigozzi Brini, Aggiornamenti e contributi allo studio di Carlo Innocenzo Carloni, in Arte Lombarda, Nuova Serie, n. 49, 1978, pp. 52-54, fig. 1 S. A. Colombo, S. Coppa, I Carloni di Scaria, Lugano 1997, p. 307 (citato) Il dipinto è il modelletto preparatorio realizzato da Carlo Innocenzo Carloni intorno alla metà del sesto decennio per l'affresco della medaglia centrale della chiesa di Santa Maria Maddalena a Lodi (fig. 1) e si rivela, anche per lo stato di conservazione, tra le opere più significative dell'artista, in particolare per la sintesi d'estrema leggerezza pittorica e l'eccezionale talento nel concepire complesse iconografie (Cfr. Barigozzi Brini, 1978). Il bozzetto presenta una costruzione scenica quasi identica dell'opera finita esprimendo un disegno assai più incisivo e nervoso, con i panneggi costruiti con maggiore rilievo e i volti fortemente scorciati, ma si deve tener conto che l'affresco ha subito nel tempo diversi restauri perdendo la freschezza primigenia. Nella tela possiamo infatti osservare un vivace pittoricismo e, ad esempio, la figura di Cristo emerge con energia, mentre la Maddalena richiama chiaramente al Pittoni e al modelletto della Maddalena Penitente delle Gallerie dell'Accademia di Venezia. Se non che il Carloni ama raffigurarla tra svolazzi di panni di un accentuato ritmo rococò. Si può quindi affermare che in questo caso l'abbozzo non è solo uno degli aspetti del procedere creativo e da relegare all'ambito di una produzione 'minore', ma assume una piena validità espressiva, indipendente rispetto alle opere di maggiori dimensioni, fatto che spiega la notevole fortuna collezionistica di simili dipinti, virtuosi per esecuzione e ricercati dai conoscitori d'arte specialmente anglosassoni. Un altro aspetto da evidenziare è il rapporto dell'artista con la pittura veneziana, specialmente del rococò lagunare, che il nostro guarda e assimila, ma non vi aderisce completamente, conscio di elaborare una cultura diversa e più ampia, che raccoglie influenze romane, genovesi e germaniche. È così che nelle sue opere riscontriamo ritmi, luminosità e trasparenze, che evocano i modi del Ricci e del Pellegrini, coniugate a visioni prospettiche della migliore tradizione ligustica. Bibliografia di riferimento: G. P. Agostoni, Apporti di Carlo Carloni all'arte lodigiana, in Bollettino del Comune di Lodi, 1961, p. 20 Carlo Innocenzo Carloni 1686/87 ; 1775. Dipinti e bozzetti, catalogo della mostra a cura di Simonetta Coppa, Peter O. Krückmann e Daniela Pescarmona, Milano 1997, ad vocem