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(Bologna, 1575 - 1655) Dio Padre Olio su tela, cm 81X97 Anche se la carriera di Mastelletta si svolse prevalentemente nel XVII secolo, la sua arte è fortemente ispirata dai pittori della maniera, in modo particolare da Nicolò dell'Abate, Jacopo Zanguidi detto il Bertoja, senza tralasciare il Correggio e il Parmigianino. Per questo motivo l'artista si può considerare una delle ultime ma migliori espressioni del manierismo europeo, quindi eccentrico rispetto ai suoi colleghi bolognesi, sia pur constatando la propria formazione alla scuola dei Carracci. Amico di Guido Reni, Donducci scelse una modalità espressiva personalissima, altresì non immune da suggestioni ferraresi, guardando ad esempio lo Scarsellino. Non sorprende allora il giudizio del Malvasia (cfr. C. C. Malvasia, Felsina pittrice. Vite dei pittori bolognesi [1678], Bologna, 1841, II, pp. 67-72), che lo definì uno spirito bizzarro, fumoso e brillante ma anche depresso e solitario. Tuttavia, come ha sottolineato Wittkower, è difficile stabilire causa ed effetto tra la sanità mentale di un artista e la sua produzione, specialmente osservando l'opera in esame. L'immagine raffigura Dio Padre e trova un preciso confronto con quello della chiesa di Santa Maria della Pietà. Ringraziamo Daniele Benati per aver confermato l'attribuzione. Bibliografia di riferimento: A. Cera, La pittura emiliana del Seicento, Milano, 1982, ad vocem E. Sambo, in La raccolta Molinari Pradelli, Bologna, 1984, p. 99, n. 56 A. Emiliani, Nell'età del Correggio e dei Carracci, catalogo della mostra, Bologna, 1986, pp. 495-500