Have one like this?
Upload a photo for a free check of what yours may be worth.
Lot description
(Ferrara, 1569 - 1632) Studio di testa Olio su tela, cm 42X34 Bibliografia: M. Danieli, Un lungo Cinquecento. Persistenza e innovazione nella pittura ferrarese, in Schifanoia, 56 -57, 2019, pp. 139 ; 146, fig. 4 Carlo Bononi, uno dei più importanti artisti ferraresi tra Cinque e Seicento, fu allievo del Bastarolo, poi dello Scarsellino e lavorì nei maggiori centri artistici della penisola, ma ricevette la maggior parte dei suoi incarichi in Emilia, in particolare a Modena, Reggio e nella sua nativa Ferrara. Tuttavia, la sua fama fu offuscata dai maestri del rinascimento e dal preponderante ruolo della scuola bolognese. La tela in esame si riconosce quale studio di testa e il carattere prossimo ai modi dello Scarsellino fa propendere per una datazione intorno ai primi anni del XVII secolo. Un interessante confronto lo si ha guardando il profilo del San Pancrazio presente nella pala custodita nella parrocchia di San Lorenzo di Casumaro che, datata dalla critica al 1608, si profila tra le prime opere a noi note del pittore, altresì non immune da suggestioni venete (R. Pio Cristofori, in Carlo Bononi. L'ultimo sognatore dell'officina ferrarese, catalogo della mostra a cura di G. Sassu, F. Cappelletti, Ferrara 2017, pp. 158 - 159, n. 8). Ma dal punto di vista delle stesure similitudini si colgono osservando il San Giorgio presente nella pala raffigurante la Madonna con il Bambino e i Santi Maurelio e Giorgio custodita al Kunsthistorisches Museum di Vienna databile al 1602 ; 1604 (cfr. M. Danieli, in Carlo Bononi. L'ultimo sognatore dell'officina ferrarese, catalogo della mostra a cura di G. Sassu, F. Cappelletti, Ferrara 2017, pp. 150 - 151, n. 3). Come ben evidenzia Michele Danieli, soluzioni espressive simili si riscontrano nel volto dell'arcangelo Gabriele dell'Annunciazione di Santa Maria della Neve a Gualtieri, che attribuitagli da Carlo Volpe nel 1959 con una datazione all'ultimo decennio del Cinquecento, fu posticipata all'inizio degli anni Dieci da Andrea Emiliani (1962), suggerendo di conseguenza di datare l'opera in esame al 1610. L'opera è corredata da una scheda critica di Michele Danieli. Bibliografia di riferimento: A. Superbi, Apparato de gli huomini illustri della città di Ferrara, Ferrara 1620. Girolamo Baruffaldi, Vite de' pittori e scultori ferraresi, Ferrara 1697 ; 1730, ad vocem A. Emiliani, Carlo Bononi, Ferrara 1962. Dipinti reggiani del Bonone e del Guercino, catalogo della mostra a cura di N. Artioli, E. Monducci, Reggio Emilia 1982, ad vocem B. Ghelfi, Pittura a Ferrara nel primo Seicento. Arte, committenza e spiritualità, Ferrara 2011 G. Sassu, Carlo Bononi e i colori di cuore liquefatto, in Museo in vita, 1, febbraio 2015, ad vocem