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Lot description
(Perugia, 1626 - 1689) Paesaggio con figure Olio su tela, cm 68X95 Per i caratteri di stile e scrittura, il dipinto si attribuisce al paesaggista Pietro Montanini, detto Petruccio Perugino. La biografia più accreditata è quella di Lione Pascoli che durante l'adolescenza apprese i rudimenti del disegno dal pittore. Dal biografo apprendiamo che Montanini giunse a Roma appena diciottenne, legandosi al vasto 'entourage' di Pietro da Cortona. In seguito all'incontro con Salvator Rosa aderisce allo stile di quest'ultimo sino all'imitazione, ammaliato dai capricci pittoreschi e dalle particolari atmosfere. I primi studi sull'artista si devono a Federico Zeri che ha pubblicato due marine siglate, appartenenti alla collezione Pallavicino di Roma. Il catalogo è tuttavia inquinato a causa della confusione attributiva creatasi con le opere d'Alessio de Marchis, generata dagli studi del Voss sui paesaggi conservati nella Cattedrale di Perugia. Molte delle opere generalmente assegnate al Rosa sono da ricondurre al nostro pittore, specialmente i dipinti di piccolo formato, dove il Montanini riesce ad esprimere una sensibilità di tocco affine a quella dell'artista napoletano, ma una diversa concezione luministica. Nel nostro caso la tela si data alla prima maturità, per le affinità con le opere rosiane. Bibliografia di riferimento: L. Salerno, Pittori di Paesaggio del Seicento a Roma, Roma 1976-1980, II, pp. 666-667 F. F. Mancini, Figure e paesi di Pietro Montanini, in Esercizi: Arte-Musica e spettacolo, 1, 1978, pp. 113; 150 F. F. Mancini, Un maestro e il suo doppio: Salvator Rosa e Pietro Montanini, in Le due Muse. Scritti d'arte, collezionismo e letteratura in onore di Ranieri Varese, a cura di F. Cappelletti, A. Cerboni Baiardi, V. Curzi, C. Prete, Ancona 2012, ad vocem