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ANTIVEDUTO GRAMATICA (Siena 1571 - Rome 1626) THE VISITATION Oil on canvas, cm. 115 x 149 PROVENANCE Roman family CONDITIONS OF THE PAINTING 19th century re-lining. Color lack to the right of the face of Saint Elizabeth, a zone of restoration on the light blue mantle of the Virgin bottom left. The painting is in good state of conservation FRAME Swept giltwood frame decorated with palmette, of the empire period The painting is accompanied by communication of Professor Gianni Papi confirming the attribution ANTIVEDUTO GRAMATICA (Siena 1571 - Roma 1626) LA VISITAZIONE Olio su tela, cm. 115 x 149 PROVENIENZA Famiglia romana Il dipinto qui presentato è parte di un importante reperimento presente nell'arredamento di una dimora di una famiglia romana. L'opera assolutamente inedita è stato da noi prontamente segnalata al Prof Gianni Papi e da lui espertizzata con le conclusioni che qui di seguito riportiamo. 'L'opera da voi proposta, che ha per soggetto ‘La Visitazione’ e misura cm 115 x 149, è a mio parere un’opera autografa e significativa di Antiveduto Gramatica, da collocare nella fase finale del suo percorso di artista, caratterizzata da un interesse per Domenichino, ma anche segnata da improvvise riaccensioni naturalistiche. Tale fase corrisponde quindi agli anni del terzo decennio, fra il 1620 e il 1626, anno di morte del pittore. Del dipinto esiste un’altra versione, conservata nel Museo del Duomo di Amelia, che Filippo Todini (1990) ha riferito a Antiveduto, ma chi scrive, nel 1995, nella monografia dedicata al pittore (si veda G. Papi, Antiveduto Gramatica, Soncino, Cremona, 1995, pp. 128, 191), preferiva attribuire l’opera al figlio di questi, Imperiale Gramatica, che durante il terzo e il quarto decennio recupera gli stilemi del padre in termini più rigidi e schematici. Ora, dopo la scoperta dell’opera in esame, mi sento di confermare ulteriormente l’appartenenza del dipinto di Amelia alla bottega di Antiveduto. Poiché la nuova versione ha una qualità superiore e vi si può riconoscere il livello di Antiveduto, specialmente nelle due figure della Vergine e di San Giuseppe. Molto bella è la figura di Giuseppe, dove ben traspare l’interesse di Antiveduto per un naturalismo pauperistico, con le figure rappresentate nella loro quotidiana verità , come accade ad esempio anche nell’Adorazione dei pastori di San Giacomo in Augusta o nel San Giuseppe falegname col Bambino Gesù di collezione privata milanese, o nella Sacra Famiglia del Museo Cristiano di Esztergom. Di notevole qualità e più legata a un linguaggio classicista è la figura della Vergine, il cui scorcio del viso è quello inconfondibile di tante figure femminili di Antiveduto: dalla Vergine nella pala del Duomo di Todi alla Maddalena, al sepolcro dell’Ermitage, alla Maddalena del Noli me tangere del Duomo di San Severino Marche, molto simile anche per quanto riguarda il panneggio della veste. Anche il velo della Vergine è un brano di alto livello qualitativo. Rispetto alla versione di Amelia, in quella in esame si possono cogliere tante piccole varianti, la più importante delle quali riguarda l’apertura paesistica (si vede un cielo nuvoloso) in alto a sinistra. Ma come ho già detto, il tono generale del quadro di Amelia è più secco e indurito CONDIZIONI DEL DIPINTO Rintelo ottocentesco. Caduta di colore a destra del volto di Santa Elisabetta, una zona di restauro sul manto azzurro della Vergine in basso a sinistra. Il dipinto è in buono stato di conservazione CORNICE Cornice a guantiera in legno dorato con decoro a palmette, del periodo Impero Il dipinto è accompagnato da comunicazione del Prof Gianni Papi, come riportata dalla scheda, a conferma dell'assegnazione