Have one like this?
Upload a photo for a free check of what yours may be worth.
Lot description
(Firenze, 1655 - Livorno, 1723) Adorazione dei Magi Olio su tela, cm 213X156 Provenienza: Livorno, collezione privata La tela si colloca con tutta evidenza alla tarda attivitˆ di Alessandro Gherardini, che a Livorno soggiorn˜ ripetutamente nel primo e secondo decennio del Settecento, trasferendovi poi la sua dimora in maniera definitiva. La sua produzione inerente a questi anni stata oggetto di studio da parte di Silvia Meloni Trkulja ('L'attivitˆ tarda di Alessandro Gherardini sulla costa tirrenica e un nuovo acquisto delle Gallerie fiorentine', in 'Antichitˆ Viva', XXIV, 1985, 1-3, pp. 75-81). Tra le opere pubblicate dalla studiosa appunto la pala raffigurante 'L'Immacolata Concezione con Santa Lucia e San Giovanni Battista', eseguita nel 1714 per la cappella privata di Giovanni Antonio Huygens, ricco mercante a Livorno, a offrire i pi evidenti motivi di confronto con il dipinto qui in esame, la cui esecuzione si colloca quindi verso la metˆ del secondo decennio del secolo. Uguale datazione potrˆ convenire alla replica, appena variata nel formato e in alcuni dettagli, restituita all'artista da Mina Gregori ed esposta a Firenze nel 1960 ('Mostra dei tesori segreti delle case fiorentine', n. 122, p. 56 e fig. 94, dalla collezione dei Marchesi Pucci). Il Gherardini, che le fonti descrivono come un personaggio estroso e ribelle, a lungo giudicato artista eclettico e diseguale sebbene superiore nel 'genio pittoresco' al rivale Domenico Gabbiani (Lanzi, p. 235), considerato 'l'ultimo importante pittore fiorentino puro' (Ewald, 1963, p. 122). Anticipando le nuove correnti della pittura decorativa del Settecento si rivela come 'il vero erede di Luca Giordano a Firenze' (Gregori, 1989, p. 324).ÊQuesto suo eclettismo fu dettato dal viaggio di studio in Lombardia e a Venezia intrapreso nel 1682, come dimostrano le opere successive influenzate dai maestri lagunari, per poi giungere a Parma, patria del Correggio e quindi tappa obbligata nella formazione di ogni artista dell'etˆ barocca. Qui, in cambio di vitto, alloggio e 2 doppie al mese, il priore della Certosa gli commission˜ diverse opere, oggi perdute. I rapporti tra i due si guastarono presto e le controversie culminarono in violento litigio. Apprendendo della morte del padre, verso il 1687, l'artista torn˜ a Firenze e di l“ and˜ a Pontremoli e poi a Livorno, dove secondo il Baldinucci dipinse quadri a olio per committenti locali e inglesi (Baldinucci, c. 178rv). Ai medesimi anni si colloca altres“ la pala firmata e datata 1714 raffigurante 'L'Immacolata Concezione' oggi custodita agli Uffizi (cfr. Meloni Trkulja 2009, pp. 74-75, n. 6), imponente per le misure ma certamente di minor qualitˆ narrativa e cromatica rispetto a quella in esame, ma significativa per comprendere la temperie stilistica del maestro e il suo sguardo verso l'arte veneta sino a spingersi agli esempi di Guardi e del Giordano. A tal proposito infine utile ricordare il 'San Giorgio e il drago', datato 1615 o 18 (F. Moro, in Meloni 2009, pp. 90-91, n. 14) che vede anche in questo caso tangenze con Luca fa presto e un interessantissima tangenza con l'evoluzione solimenesca. Bibliografia di riferimento: F.S. Baldinucci,Ê'Vite di artisti dei secoli XVII-XVIII', a cura di A. Matteoli, Roma 1975, pp. 400-412 L. Lanzi,Ê'Storia pittorica della Italia', I, Firenze 1834, ad vocem G. Ewald,Ê'Il pittore fiorentino Alessandro Gherardini', inÊ'Acropoli', III (1963), pp. 81-132 M. Gregori,Ê'La pittura a Firenze nel Seicento', inÊ'La pittura in Italia. Il Seicento', Milano 1989, I, pp. 279-324 S. Meloni Trkulja, 'Il fasto e la ragione. Arte del Settecento a Firenze', Firenze 2009, ad vocem S. Meloni Trkulja,Êibid., II, p. 759